La sofferenza di Bani Walid… rifugio per chi scappa dal terrorismo in Libia

Fonte: Al Rseefa

 

معاناة بني وليد.. ملجأ الهاربين من الإرهاب في ليبيا

Sta vedendo la citta libica di Bani Walid (capitale della tribù dei Warfala) un’ondata di immigrazione massiccia proveniente da diverse zone del paese, a causa dell’influenza crescente dei gruppi terroristici e l’inizio delle operazioni militari dell’esercito libico contro di essi; accade il tutto mentre la crisi umanitaria della piccola città peggiora.

Il nome di Bani Walid è stato ancora ripetuto malgrado la crisi che sta vivendo dopo “l’arrivo giornaliero di migliaia di sfollati da diverse zone, non solo Sirte”, come ha detto il presidente del consiglio sociale della città, Saleh Màaiuf.

Ha chiarito il Màaiuf a sky news arabia che i profughi di Sirte stanno arrivando a Bani Walid da più di cinque mesi, indicando che le condizioni di vita siano difficili, ma sono più gravi ancora nelle zone dove i gruppi terroristici combattono nelle diverse parti della Libia, il che obbliga gli abitanti di quelle zone a spostarsi in “grandissimi numeri”.

Secondo il Màaiuf gli sfollati dormono su materassi posati per terra nei dormitori per studenti, stazioni di benzina, strade, fattorie e anche scuole, cosa che ha importunato lo svolgimento delle lezioni a Bani Walid, in luce delle capacità già modeste della città.

Ha aggiunto: “questi profughi hanno lasciato tutto alle loro spalle quando sono arrivati a Bani Walid, quindi la città ha pure sofferto dell’esaurimento della liquidità nelle banche e la ristrettezza delle scorte alimentari, proprio quando le organizzazioni internazionali dei diritti spariscono”.

A tal proposito il Màaiuf ha indicato che gli aiuti “limitati” che la croce rossa internazionale ha distribuito a un “numero di profughi” palesano quanto la città sia tenuta in scarsa considerazione, e non gode di alcun interesse governativo.

Mancano statistiche precise sul numero dei profughi a Bani Walid, ma Màaiuf stima che si aggirino ai trecentomila come minimo.

Secondo il Màaiuf le scuole della piccola città non sono più capaci di accogliere le famiglie sfollate, visto che “una scuola può ospitare dalle 30 alle 40 famiglie a malapena, tenendo conto che il numero medio dei componenti di ciascuna famiglia è di 4 o 5 persone”.

Riguardo la questione della sicurezza nella città ha detto: “è una città senza armi, i membri dell’esercito o la polizia presenti sono disarmati e vengono stipendiati senza merito, il che porta gli abitanti a fare conto su comitati locali composti da giovani uomini per imporre la sicurezza”.

E siccome Bani Walid è un crocevia per i migranti illegali dall’Africa e altrove diretti per l’Europa, si diffondono malattie, teppismo, e disoccupazione, che va a peggiorare le condizioni di vita, aggiunge Màaiuf.

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