Ban a Gaza: continuare con l’assedio aumenta le probabilità di atti ostili

Durante la sua visita alla striscia di Gaza ieri, il segretario generale delle nazioni unite Ban Ki Moon, ha detto che continuare l’assedio imposto sulla striscia di Gaza aumenta le chance che accadano “operazioni ostili” tra i due lati, israeliano e palestinese. E ha aggiunto che “l’assedio soffoca Gaza, stiamo parlando di umiliazione, assedio e occupazione, questa situazione è insostenibile…la protrazione di questo assedio significa una escalation di nuovi atti ostili tra palestinesi e israeliani”.Nel discorso che ha tenuto nella scuola elementare per rifugiati di Al Zaytoun, ha rivelato che vede questo assedio imposto da Israele sulla striscia da anni come una “punizione di gruppo”.

La visita di Ban alla striscia, la quarta da quando ha assunto la sua posizione all’ONU dieci anni fa, è sembrata una “visita di addio”. Come hanno fatto prima di lui la maggior parte dei burocrati internazionali di alto rango quando dovevano lasciare i loro uffici, Ban ha implorato di “giudicare” Israele per questo assedio, malgrado le nazioni unite –proprio sotto la leadership di Ban Ki Moon– e il resto del Quartetto per il Medio Oriente avessero imposto l’assedio alla striscia e il partito di Hamas quando questo vinse le elezioni e formò il governo nel 2006.

Ban ha affermato che “i palestinesi di Gaza hanno un posto speciale nel mio cuore. Ho visitato Gaza quattro volte negli ultimi dieci anni in cui ho lavorato come segretario generale dell’ONU, e ho visto le tracce di distruzione lasciate dalla guerra, e ammiro moltissimo la forza dei palestinesi a resistere e superare la distruzione, ricostruendo malgrado tutti gli ostacoli affrontati in questi conflitti”. E ha aggiunto “sono appena stato all’ospedale qatariota per la riabilitazione qui a Gaza, e voglio ringraziare tutti i donatori per i loro sforzi per contribuire alla ricostruzione, visto che sono ritornate il 90% delle scuole e degli ospedali, e anche molte case, ma manca ancora tanto da fare”.

Poi si è chiesto: “Possiamo costruire anche la vita e restituirla a chi l’ha persa nell’amarezza della guerra? Possiamo curare la sofferenza causata da questa amarezza? E fare in modo che ci sia giustizia, giustizia contro chi ha commesso ingiustizie? Possiamo dare opportunità di lavoro e di vita perché torni un po’ di stabilità?”

E si è dato le risposte: “Si, viste le mie esperienze personali. Infatti ho visto come la mia Corea del sud si è salvata e ricostruita”.

Successivamente si è rivolto ai cittadini della striscia: “le nazione unite saranno sempre con voi, e siamo consapevoli delle sofferenze che vivete. L’assedio soffoca le persone e distrugge l’economia di Gaza e ostacola le opere di ricostruzione, è una punizione collettiva e come tale deve essere giudicata”.

Ha poi aggiunto “il 70% degli abitanti della striscia di Gaza hanno bisogno di aiuti umanitari, e la metà dei ragazzi attualmente sono senza lavoro e senza neanche la prospettiva di trovarlo. Questa situazione non può continuare perché genera rabbia e disperazione e aumenta la possibilità di attacchi ostili, oltre ad aumentare la sofferenza dei ragazzi di Gaza”. E ha elaborato “bisogna parlare con chiarezza e onestà riguardo le inaccettabili difficoltà affrontate dalla popolazione di Gaza. Bisogna parlare dell’umiliazione, l’occupazione, l’assedio e la divisione tra la striscia di Gaza e la Cisgiordania. C’è una sola Palestina, e dobbiamo riunire Gaza e la Cisgiordania sotto la bandiera di un governo democratico e giusto, che segua le leggi e i principi del OLP. Finché ciò non accadrà qualsiasi evoluzione nella striscia rimarrà limitata”, stressando infine che le responsabilità della pacificazione palestinese resta nelle mani di leader palestinesi.

Dal canto loro, gli attivisti di “Gazeion” hanno intanto diffuso sulle reti sociali un’immagine raffigurante una mappa storica della Palestina, appesa a una delle pareti della scuola elementare per i rifugiati Al Zaytoun, coperta con della stoffa. Il consigliere mediatico del UNRWA, Adnan Abu Hasane, ha negato le accuse alle nazioni unite di aver ricoperto la mappa, assicurando che nessuno ha dato un tale ordine, e che il fatto che sia coperta non intacca la netralità del UNRWA.

Fonte: Al Hayat

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