Uccise 44 persone e decine i feriti in due esplosioni in Siria

Sono morte almeno 44 persone e decine sono i feriti in un attacco esplosivo —rivendicato dallo Stato Islamico— accaduto oggi nella città con maggioranza curda di Al Kamishli nel nord est della Siria. È l’attacco più grosso sferrato in questa zona dall’inizio delle lotte in Siria cinque anni orsono.

La leadership delle forze dell’Asayish (l’organo di sicurezza e agenzia d’intelligence dell’assemblea nazionale curda) ha dichiarato che la deflagrazione è stata causata da un “camion esplosivo”. Un inviato della France Press ha citato fonti curde presenti sul posto che il camion era guidato da un kamikaze.

Le immagini e video catturati dall’inviato francese mostrano scene di distruzione assoluta nella larga strada colpita dall’attentato suicida, gli edifici ai lati sono stati parzialmente scavati dalla violenza dello scoppio. Si vede anche un uomo che corre con un infante tra le braccia, polvere e sangue che coprono i visi di entrambi, e una donna a pochi metri da loro che gli viene incontro gridando con insieme due bambini.

In altre foto decine di sopravvissuti gridano sotto shock col sangue che cola dalle loro ferite, mentre forze curde si propagano nel luogo della catastrofe. Ragazzi e ragazze aiutano i più anziani a camminare sopra i detriti, mentre tra di loro altri improvvisati volontari aiutano i militari ad estrarre un ferito che urla aiuto bloccato dentro la sua auto, della quale rimane il nudo scheletro metallico.

Un’altra auto, all’apparenza distrutta completamente col cadavere senza vita del conducente ancora al suo interno, viene tirata da un ragazzo, ma senza risultati. Vicino a lui quattro ragazzi trasportano per mani e piedi un uomo col corpo ricoperto di sangue.

Decine di ragazzi continuano a cercare vittime sotto la distruzione, e mentre alzano i detriti a mano, colonne di fumo si levano senza sosta dagli edifici vicini.

Lo Stato Islamico ha rivendicato l’attacco poche ore dopo la sua esecuzione. In una dichiarazione fatta diffondere sui social network e siti jihadisti scrive “il fratello Abu Aisha al-Ansari si è martorizzato arrivando col suo camion esplosivo in mezzo a una concentrazione di edifici appartenenti agli eretici curdi” nella zona ovest della città di Al Kamishli, dove “ha detonato il suo camion tra le loro file”.

La dichiarazione continua elaborando che questo attentato arriva come “risposta ai crimini commessi dagli aerei dell’alleanza crociata” nella città di Manbaj, città dell’ISIS assediata dalle forze democratiche siriane, che includono legioni curde e arabe del nord della Siria.

Le forze democratiche siriane stanno provando dal 31 maggio di controllare questa città strategica, situata lungo la via di rifornimento principale dell’IS tra il comune di Al Raqqa e i confini turchi. Sono riuscite ad entrare a Manbaj, ma hanno incontrato forte resistenza da parte degli estremisti che ricorrono addirittura a sferrare attacchi suicidi e esplosivi.

L’esplosione della cisterna del diesel

Pochi minuti dopo la detonazione del camion ci è stata una seconda esplosione; infatti i primi rapporti erano di due deflagrazioni diverse, ma dopo è stato chiarito che si trattava di una cisterna di carburante utilizzata per rifornire i generatori di corrente della parte ovest della città, come confermato dall’inviato della France Press che si appoggia alle fonti locali curde e l’osservatorio siriano.

Il capo dell’osservatorio siriano Rami Abdul-Rahman ha detto che “l’esplosione della cisterna di carburante ha raddoppiato le perdite e vittime”, e continua “è la più grande come numero di perdite materiali e umane che abbia mai colpito la città”.

L’osservatorio ha poi affermato che gli ospedali hanno stentato ad accogliere tutti i morti e feriti, e la televisione siriana ha riportato il presidente del comune di Al Hasaka che supplica gli abitanti di “recarsi agli ospedali pubblici a fare donazioni di sangue per le vittime”.

Sedi amministrative e di sicurezza

Secondo Rami Abdul-Rahman la zona affetta dall’attacco è posta sotto strette misure di sicurezza, con diversi checkpoint di militari curdi, per via delle diverse sedi e associazioni curde presenti in città.

L’inviato della France Press ha riportato che l’esplosione è accaduta vicino a un checkpoint poco distante dagli uffici e le sedi dell’amministrazione autonoma curda, con vicino anche il ministero della difesa.

Le forze dell’Asayish hanno informato che “sono in corso indagini approfondite per arrivare a chi sta dietro questo attentato”, e promettono “vendetta”.

La città di Al Kamishli è stata vittima nei mesi scrosi di attentati simili rivolti verso le forze curde che combattono violente battaglie contro lo Stato Islamico in diverse zone della Siria.

I jihadisti e i curdi cercano di mantenere il controllo della città dal 2012, quando i contingenti dell’ISIS si erano ritirati gradualmente dai posti a maggioranza curda, ad esclusione delle sedi amministrative nelle città di Al Hasaka e Al Kamishli.

Dopo che si sono ritirati i contingenti dell’IS, i curdi avevano annunciato che intendono stabilire una direzione autonoma temporanea nelle zone di Kobane e Ifrìn (la campagna a nord e ovest di Aleppo) e Al Hasaka, chiamandole “Ruj Afa”, ovvero “ovest del Kurdistan”. A marzo hanno affermato di avere stabilito il sistema federale nelle zone che controllano al nord della Siria.

Fonte: Falasteen

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