Così il capo della squadra olimpica libanese si è opposto agli atleti israeliani

Tutte le fonti mediatiche israeliane hanno riportato stamattina la notizia del capo della squadra olimpica libanese che si opponeva alla squadra israeliana nelle olimpiadi di Rio de Janeiro, vietando loro l’accesso all’autobus destinato alla cerimonia di apertura, definendolo come un fatto “pericolosissimo”, e hanno precisato che “il capo della rappresentanza libanese ha bloccato col proprio corpo la porta del bus per impedire alla squadra israeliana di salire”.

“Vietare alla squadra israeliana di prendere l’autobus a Rio è un incidente molto grave”.

Al-Nahar ha contattato il presidente della rappresentanza libanese, che funge anche da capo della commissione libanese delle olimpiadi e della federazione nazionale ping pong, Salìm al-Haj Nicola, e gli ha chiesto i dettagli:

ci sono più di 250 autobus adibiti al trasporto degli atleti dal villaggio olimpionico alla cerimonia di apertura, dopo che eravamo saliti sull’autobus numero 22 -quello destinato alla squadra libanese- vengo sorpreso dalla squadra israeliana che si avvicina al nostro autobus, quindi ho chiesto all’autista di chiudere le porte ma l’accompagnatore della squadra israeliana lo ha fermato, quindi sono stato obbligato a mettermi in piedi davanti alla porta per fermarli e fare in modo che non entrassero malgrado alcuni atleti israeliani abbiano provato a causare una rissa.

Secondo al-Haj Nicola il tutto è stato pianificato in anticipo dagli israeliani; “come tutte le squadre, hanno un proprio autobus, perché dunque hanno insistito a salire sul nostro?”. Ha rivelato poi che gli israeliani miravano a causare una rissa coi libanesi, “non ci è stata una scaramuccia solo perché i ragazzi libanesi si erano disciplinati a contenersi e a restare calmi nei loro posti senza avvicinarsi alla porta”.

Il presidente della rappresentanza ha confermato che è in costante contatto col capo della commissione libanese delle olimpiadi Jean Humam, presente anche lui in Brasile. Anche lui si è raccomandato di mantenere le distanze dalla rappresentanza israeliana e di fare in modo che l’accaduto non intacchi il morale degli atleti libanesi.

Successivamente al-Haj Nicola ha chiamato il ministro della gioventù e dello sport, Abdul-Muttaleb al-Hennawi e il direttore generale del ministero, Zeid Khayami e gli ha riferito dell’accaduto.

Fonte: Al Nahar

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